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XXIV anniversario della Grande Rivoluzione Socialista d'Ottobre, rapporto tenuto alla seduta solenne del Soviet dei deputati dei lavoratori di Mosca, con la partecipazione delle organizzazioni del partito e sociali della città il 6 novembre 1941

 

Compagni!
Sono trascorsi 24 anni da quando nel nostro paese vinse la Rivoluzione socialista d'Ottobre e si istaurò il regime sovietico. Siamo alla soglia del venticinquesimo anno di esistenza del regime sovietico.
Di solito, nelle assemblee solenni che si tengono nell'anniversario della Rivoluzione d'Ottobre, si fanno le somme dei nostri successi riportati nel campo dell'edificazione pacifica durante l'anno trascorso. Noi abbiamo veramente la possibilità di fare queste somme poiché i nostri successi nel campo dell'edificazione pacifica, aumentano non solo di anno in anno, ma di mese in mese. Quali siano questi successi e quanto siano grandi lo sanno tutti, tanto gli amici che i nemici. Ma l'anno trascorso è stato non solo un anno di edificazione pacifica. Esso è stato, nello stesso tempo, l'anno della guerra contro gli invasori tedeschi, che hanno proditoriamente aggredito il nostro paese, amante della pace. Solo nei primi sei mesi dell'anno passato abbiamo potuto continuare la nostra opera di edificazione pacifica. Nella seconda metà dell'anno, da oltre quattro mesi, si svolge una guerra accanita contro gli imperialisti tedeschi. Così la guerra è diventata un punto di svolta nello sviluppo del nostro paese, durante l'anno trascorso. La guerra ha considerevolmente ridotto, e in alcuni campi interrotto completamente, la nostra opera di edificazione pacifica. Essa ci ha costretti a mettere tutto il nostro lavoro su piede di guerra. Essa ha trasformato tutto il nostro paese in un'unica e vasta retrovia che serve il fronte, che serve il nostro Esercito rosso, la nostra Marina da guerra.
Il periodo dell'edificazione pacifica è terminato. È cominciato il periodo della guerra liberatrice contro gli invasori tedeschi.
È quindi del tutto opportuno porre la questione dei risultati della guerra nella seconda metà dell'anno trascorso, e più precisamente durante oltre quattro mesi della seconda metà dell'anno, e dei compiti che noi ci poniamo dinnanzi in questa guerra di liberazione.
L'ANDAMENTO DELLA GUERRA DURANTE
QUATTRO MESI
Ho già detto in un mio discorso, all'inizio della guerra, che questa ha creato una minaccia pericolosa per il nostro paese, che sul nostro paese è sospeso un serio pericolo, che bisogna comprendere questo pericolo, rendersene conto e riorganizzare tutto il nostro lavoro su piede di guerra. Ora, dopo quattro mesi di guerra, debbo sottolineare che questo pericolo non solo non si è attenuato, ma, anzi, si è aggravato ancor più. Il nemico ha occupato la maggior parte dell'Ucraina, la Bielorussia, la Moldavia, la Lituania, la Lettonia, l'Estonia, una serie di altre regioni, è penetrato nel bacino del Donez, sta come una nera nube su Leningrado, minaccia la nostra gloriosa capitale, Mosca. I conquistatori fascisti tedeschi saccheggiano il nostro paese, distruggono le città e i villaggi creati dal lavoro degli operai, dei contadini e degli intellettuali. Le orde hitleriane uccidono e seviziano gli abitanti pacifici del nostro paese, senza risparmiare donne, bambini, vecchi. I nostri fratelli nelle regioni del nostro paese, occupate dai tedeschi, gemono sotto il giogo degli oppressori tedeschi.
I combattenti del nostro esercito e della nostra marina hanno fatto scorrere al nemico fiumi di sangue, difendendo l'onore e la libertà della Patria e respingendo coraggiosamente gli attacchi del nemico imbestialito, dando esempi di valore e di eroismo. Ma il nemico non si arresta davanti a sacrifici: esso non valuta per niente il sangue dei suoi soldati, getta sul fronte sempre nuove unità, sostituendo quelle messe fuori combattimento, e tende tutte le forze per occupare Leningrado e Mosca prima dell'inverno, perché sa che l'inverno non gli promette nulla di buono.
In quattro mesi di guerra noi abbiamo avuto 350.000 morti, 378.000 dispersi e un milione e 20 mila feriti. Nello stesso periodo il nemico ha perso, tra morti, feriti e prigionieri, oltre quattro milioni e mezzo di uomini.
Non vi può essere dubbio che dopo quattro mesi di guerra la Germania, le cui riserve umane si stanno già esaurendo, si è notevolmente più indebolita dell'Unione Sovietica, le cui riserve solo ora si sviluppano in pieno.

IL FALLIMENTO DELLA
«GUERRA LAMPO»
Gli invasori fascisti tedeschi, aggredendo il nostro paese, erano sicuri di poter «farla finita» con l'Unione Sovietica in un mese e mezzo — due mesi e di potere, in questo breve periodo, giungere agli Urali. Bisogna dire che i tedeschi non nascondevano questo piano di vittoria «lampo». Essi, al contrario, lo strombazzavano con tutti i mezzi. I fatti però hanno dimostrato tutta la leggerezza e l'infondatezza di questo piano «lampo». Ora questo piano insensato deve essere considerato definitivamente fallito. (Applausi).
Come spiegare che la «guerra lampo», riuscita nell'Europa occidentale, non è riuscita, è fallita ad Oriente?
Su che cosa contavano gli strateghi fascisti tedeschi, affermando che essi l'avrebbero fatta finita in due mesi con l'Unione Sovietica e sarebbero giunti in questo breve periodo sino agli Urali?
Anzitutto essi calcolavano e speravano seriamente, di poter creare una coalizione generale contro l'Unione Sovietica, attrarre in questa coalizione la Gran Bretagna e gli Stati Uniti d'America, impaurendo preventivamente i circoli dirigenti di questi paesi con lo spettro della rivoluzione, e in tal modo, isolare completamente il nostro paese dalle altre potenze. I tedeschi sapevano che la loro politica di giuoco sulle contraddizioni tra le classi di singoli Stati e tra questi Stati ed il paese dei Soviet, aveva già dato i suoi risultati in Francia i cui dirigenti, lasciatisi impaurire dallo spettro della rivoluzione, hanno messo, per lo spavento, la loro patria ai piedi di Hitler rinunciando alla resistenza. Gli strateghi fascisti tedeschi pensavano che la stessa cosa sarebbe avvenuta per la Gran Bretagna e gli Stati Uniti d'America. Del resto, è appunto a questo scopo che il famigerato Hess venne inviato dai fascisti tedeschi in Inghilterra per convincere gli uomini politici inglesi ad aderire alla marcia generale contro l'Unione Sovietica. Ma i tedeschi si sono sbagliati di grosso. (Applausi). La Gran Bretagna e gli Stati Uniti d'America, malgrado gli sforzi di Hess, non solo non hanno aderito alla marcia degli invasori fascisti tedeschi contro l'Unione Sovietica, ma, al contrario, si sono trovati nello stesso campo con l'Unione Sovietica contro la Germania hitleriana. L'Unione Sovietica non, solo non si è trovata isolata, ma al contrario, ha conquistato nuovi alleati, — la Gran Bretagna, gli Stati Uniti ed altri paesi, occupati dai tedeschi. È risultato che la politica tedesca di giuocare sulle contraddizioni e di spaventare con lo spettro della rivoluzione si è esaurita e non serve più nella nuova situazione. E non solo non serve, ma è gravida di grandi pericoli per i conquistatori tedeschi, poiché nelle nuove condizioni della guerra, porta a risultati completamente opposti.
I tedeschi calcolavano, in secondo luogo, sulla fragilità del regime sovietico, sulla debolezza delle retrovie sovietiche, ritenendo che al primo grave colpo e ai primi scacchi dell'Esercito rosso, sarebbero sorti conflitti tra gli operai ed i contadini, sarebbero incominciati degli urti tra i popoli dell'Unione Sovietica, sarebbero scoppiate delle insurrezioni e il paese si sarebbe sfasciato, il che avrebbe dovuto facilitare l'avanzata degli invasori tedeschi fino agli Urali. Ma anche qui i tedeschi si sono sbagliati di grosso.
Gli insuccessi dell'Esercito rosso non solo non hanno indebolito, ma, al contrario, hanno consolidato ancor più, tanto l'alleanza tra gli operai ed i contadini, quanto l'amicizia. tra i popoli dell'Unione Sovietica. (Applausi). Per di più, essi hanno trasformato la famiglia dei popoli dell'Unione Sovietica in un unico blocco infrangibile, che sostiene con abnegazione il suo Esercito rosso, la sua Marina rossa. Mai ancora le retrovie sovietiche furono così solide come ora. (Applausi fragorosi). È molto probabile che qualsiasi altro Stato, avendo subito delle perdite di territorio come quelle che abbiamo subito noi ora, non avrebbe superato la prova e sarebbe andato verso il declino. Se il regime sovietico ha superato così facilmente la prova ed ha consolidato ancor più le sue retrovie, questo vuol dire che il regime sovietico è ora il regime più solido. (Applausi fragorosi).
Gli invasori tedeschi calcolavano infine sulla debolezza dell'Esercito rosso e della Marina rossa, ritenendo che l'esercito tedesco e la marina tedesca sarebbero riusciti, fin dal primo colpo, a sconfiggere e disperdere il nostro esercito e la nostra marina, aprendosi la strada per avanzare senza ostacoli nell'interno del nostro paese. Ma anche qui i tedeschi hanno grossolanamente sbagliato i loro calcoli, avendo sopravvalutato le proprie forze e sottovalutato il nostro esercito e la nostra marina. Naturalmente il nostro esercito e la nostra marina sono ancora giovani, essi combattono appena da quattro mesi, non sono riusciti ancora ad avere degli effettivi completamente agguerriti, mentre hanno davanti a sé la flotta e l'esercito dei tedeschi, composti di effettivi esperti, che conducono la guerra già da due anni. Ma in primo luogo il morale del nostro esercito è più elevato di quello tedesco, poiché il nostro esercito difende la sua Patria dagli invasori stranieri ed ha fiducia nella giustezza della propria causa, mentre l'esercito tedesco conduce una guerra di conquista e saccheggia un paese altrui senza poter avere fiducia, sia pure un istante, nella giustezza della propria opera abominevole. Non vi può esser dubbio che l'idea della difesa della propria patria, in nome della quale combattono precisamente i nostri uomini, deve generare, ed infatti genera, nel nostro esercito degli eroi che cementano l'Esercito rosso; mentre l'idea della conquista e della spogliazione di un paese altrui, nel nome della quale precisamente conducono, del resto, la guerra i tedeschi, deve generare, ed infatti genera, nell'esercito tedesco, dei predoni professionali, privi di qualsiasi principio morale e che disgregano l'esercito tedesco. In secondo luogo, l'esercito tedesco, inoltrandosi nell'interno del nostro paese, si allontana dalle sue retrovie tedesche, deve operare in ambiente ostile, deve creare nuove retrovie in un paese altrui, retrovie che i nostri partigiani disorganizzano, ciò che colpisce alla radice i rifornimenti dell'esercito tedesco, costringe questo a temere le proprie retrovie e uccide in esso la fiducia nella solidità della propria situazione ; mentre il nostro esercito opera nel proprio ambiente, gode dell'appoggio ininterrotto delle proprie retrovie, ha un rifornimento assicurato in uomini, in munizioni, in viveri ed ha una salda fiducia nelle proprie retrovie. Ecco perché il nostro esercito è risultato più forte di quanto supponevano i tedeschi, e l'esercito tedesco è risultato più debole di quanto si poteva supporre, a giudicare dalla fanfaronesca réclame dei conquistatori tedeschi. La difesa di Leningrado e di Mosca, ove le nostre divisioni hanno recentemente annientato una trentina di divisioni scelte tedesche, dimostra che nelle fiamme della guerra per la difesa della Patria, si forgiano e si sono già forgiati nuovi combattenti e comandanti sovietici, aviatori, artiglieri, mortaisti, carristi, fanti, marinai che domani diventeranno il terrore dell'esercito tedesco. (Applausi fragorosi).
Non vi è dubbio che tutte queste circostanze prese insieme hanno determinato l'inevitabile fallimento della «guerra lampo» ad Oriente.

LE CAUSE DEGLI INSUCCESSI TEMPORANEI
DEL NOSTRO ESERCITO
Naturalmente tutto questo è vero. Ma è anche vero che accanto a queste condizioni favorevoli, vi sono alcune condizioni sfavorevoli per l'Esercito rosso, a causa delle quali il nostro esercito subisce degli insuccessi temporanei, è costretto ad indietreggiare, a lasciare al nemico una serie di regioni del nostro paese.
Quali sono queste condizioni sfavorevoli? Quali sono le cause degli insuccessi temporanei dell'Esercito rosso? Una delle cause degli insuccessi dell'Esercito rosso consiste nell'assenza di un secondo fronte in Europa contro le truppe fasciste tedesche. Il fatto è che attualmente sul continente europeo non vi è nessun esercito della Gran Bretagna o degli Stati Uniti d'America che conduca la guerra contro le truppe fasciste tedesche; e perciò i tedeschi non devono dividere le loro forze e combattere su due fronti, ad occidente e ad oriente. Orbene, questa circostanza fa sì che i tedeschi, considerando assicurate le loro retrovie ad occidente, hanno la possibilità di inviare tutte le loro truppe e le truppe dei loro alleati europei contro il nostro paese. La situazione odierna è tale che il nostro paese conduce da solo, senza nessun aiuto militare, la guerra di liberazione contro le forze coalizzate dei tedeschi, finlandesi, romeni, italiani e ungheresi. I tedeschi si vantano dei loro successi temporanei ed elogiano smisuratamente il loro esercito, affermando che esso può sempre vincere l'Esercito rosso nei combattimenti uno contro uno. Ma le affermazioni dei tedeschi sono una vuota millanteria, poiché in questo caso non si comprende per quale motivo i tedeschi sono ricorsi all'aiuto dei finlandesi, dei romeni, degli italiani, degli ungheresi nella lotta contro l'Esercito rosso, che combatte esclusivamente con le proprie forze, senza aiuti militari esterni. Non vi è dubbio che l'assenza di un secondo fronte in Europa contro i tedeschi facilita notevolmente la situazione dell'esercito tedesco. Ma non vi può essere neanche dubbio che l'apparire di un secondo fronte sul continente europeo — ed esso indubbiamente apparirà nei prossimi tempi (applausi fragorosi) — alleggerirà in modo sostanziale la situazione del nostro esercito a scapito dell'esercito tedesco.
Un'altra causa degli insuccessi temporanei del nostro esercito consiste nell'insufficienza numerica di carri armati e, parzialmente, di aeroplani. Nella guerra di oggi è molto difficile per la fanteria combattere senza carri armati e senza essere sufficientemente protetta con l'aviazione dall'aria. La nostra aviazione, per la sua qualità supera quella tedesca, e i nostri valorosi aviatori si sono coperti della gloria di intrepidi combattenti. (Applausi). Ma per ora abbiamo ancora meno apparecchi dei tedeschi. I nostri carri armati, per le loro qualità, superano i carri armati tedeschi e i nostri valorosi carristi ed artiglieri hanno più volte messo in fuga le vantate truppe tedesche con i loro numerosi carri armati. (Applausi). Ma tuttavia abbiamo un numero di carri armati di alcune volte inferiore a quello dei tedeschi. Questo è il segreto dei successi temporanei dell'esercito tedesco. Non si può dire che la nostra industria dei carri armati lavori male e fornisca al nostro fronte pochi carri armati. No, essa lavora molto bene e produce non pochi ottimi carri armati. Ma i tedeschi ne producono in quantità molto superiore, perché ora hanno a loro disposizione non solo la propria industria di carri armati, ma anche l'industria della Cecoslovacchia, del Belgio, dell'Olanda, della Francia. Se non fosse così l'Esercito rosso avrebbe da molto tempo sconfitto l'esercito tedesco, che non va al combattimento senza carri armati e che non resiste al colpo delle nostre unità se non dispone di un numero superiore di carri armati. (App1ausi).
Esiste un solo mezzo indispensabile per ridurre al nulla la superiorità dei tedeschi in carri armati e migliorare, così, radicalmente, la situazione del nostro esercito. Questo mezzo consiste non solo nell'aumentare di più volte la produzione di carri armati nel nostro paese, ma anche nell'aumentare rapidamente la produzione di aeroplani anticarro, di fucili e cannoni anticarro, di bombe e di mortai anticarro, nel costruire un numero sempre maggiore di fosse anticarro e di ogni genere di ostacoli anticarro.
Questo è il compito odierno.
Noi possiamo assolvere questo compito e lo dobbiamo assolvere ad ogni costo!

CHI SONO I «NAZIONAL-SOCIALISTI»?
I conquistatori tedeschi, ossia gli hitleriani, noi li chiamiamo di solito fascisti. Risulta che gli hitleriani ritengono ciò inesatto e continuano tenacemente a chiamarsi «nazional-socialisti». Quindi i tedeschi vogliono farci credere che il partito degli hitleriani, partito dei conquistatori tedeschi, che saccheggia l'Europa e che ha organizzato la delittuosa aggressione contro il nostro Stato socialista, è un partito socialista. È possibile ciò? Cosa vi può essere di comune fra il socialismo e i conquistatori hitleriani imbestialiti, che saccheggiano e opprimono i popoli d'Europa?
Si può considerare gli hitleriani nazionalisti? No, non si può. In realtà gli hitleriani non sono ora nazionalisti, ma imperialisti. Fino a quando gli hitleriani si occupavano di riunire le terre tedesche e di reintegrare la regione del Reno, l'Austria, ecc. si poteva considerarli, con un certo fondamento, nazionalisti. Ma dopo che hanno conquistato i territori altrui e asservito le nazioni europee — i cechi, gli slovacchi, i polacchi, i norvegesi, i danesi, gli olandesi, i belgi, i francesi, i serbi, i greci, gli ucraini, i bielorussi, i popoli baltici, ecc. ed hanno cominciato a tendere al dominio mondiale, il partito hitleriano ha cessato di essere nazionalista, poiché da quel momento è diventato un partito imperialista, un partito conquistatore, oppressore.
Il partito degli hitleriani è un partito di imperialisti ed, anzi, degli imperialisti più rapaci e briganteschi di tutti gli imperialisti del mondo.
Si può considerare gli hitleriani socialisti? No, non si può. In realtà gli hitleriani sono dei nemici giurati del socialismo, ultrareazionari e cento-neri, che hanno privato la classe operaia e i popoli dell'Europa delle elementari libertà democratiche. Per coprire la loro essenza ultrareazionaria, gli hitleriani ingiuriano il regime interno anglo-americano, definendolo regime plutocratico. Ma in Inghilterra e negli Stati Uniti d'America esistono delle elementari libertà democratiche, esistono dei sindacati di operai e di impiegati, esistono dei partiti operai, esiste il parlamento, mentre in Germania, sotto il regime hitleriano, tutti questi istituti sono stati distrutti. Basta confrontare queste due serie di fatti per comprendere la sostanza reazionaria del regime hitleriano e tutta la falsità delle chiacchiere dei fascisti tedeschi sul regime plutocratico anglo-americano. In sostanza il regime hitleriano è una copia del regime reazionario che esisteva in Russia sotto lo zarismo. È noto che gli hitleriani calpestano tanto volentieri i diritti degli operai, i diritti degli intellettuali e i diritti dei popoli, quanto li calpestava il regime zarista, e che essi organizzano tanto volentieri i pogrom medioevali contro gli ebrei quanto li organizzava il regime zarista.
Il partito hitleriano è un partito di nemici delle libertà democratiche, un partito della reazione medioevale e dei pogrom ultrareazionari.
E se questi imperialisti sfrenati e reazionari acerrimi continuano tuttora a coprirsi della veste di «nazionalisti» e di «socialisti», lo fanno per ingannare il popolo, per abbindolare la gente semplice, per coprire con la bandiera del «nazionalismo» e del «socialismo», la loro brigantesca essenza imperialistica.
Corvi che si rivestono di penne di pavone... Ma per quanto i corvi si rivestano di penne di pavone non cessano di essere corvi.
«Bisogna cercare di ottenere con tutti i mezzi, — dice Hitler, — che il mondo sia conquistato dai tedeschi. Se vogliamo creare il nostro grande impero tedesco dobbiamo soprattutto cacciare e sterminare i popoli slavi: i russi, i polacchi, i cechi, gli slovacchi, i bulgari, gli ucraini, i bielorussi. Non c'è nessun motivo per non farlo».
«L'uomo, — dice Hitler, — è peccatore fin dalla nascita, lo si può dirigere solo mediante la forza. Nel modo di trattarlo è permesso qualsiasi mezzo. Se la politica lo esige, bisogna mentire, tradire e persino uccidere».
«Uccidete, — dice Goering, — uccidete tutti coloro che sono contro di noi. Uccidete, uccidete! La colpa non sarà vostra, l'assumo io, e perciò uccidete».
«Io redimo l'uomo, — dice Hitler, — dall'umiliante chimera che si chiama coscienza. La coscienza, come l'istruzione, deforma l'uomo. Io ho il vantaggio di non essere trattenuto da nessuna considerazione di ordine teorico o morale».
In un ordine emanato dal comando tedesco il 25 settembre al 489° reggimento di fanteria, ordine trovato indosso ad un sottufficiale tedesco ucciso, si legge:
«Ordino di aprire il fuoco contro ogni russo, appena apparirà alla distanza di 600 metri. Il russo deve sapere di avere davanti a sé un nemico risoluto, dal quale non può attendersi nessuna misericordia».
In un appello del comando tedesco ai soldati, trovato indosso al tenente Gustav Ziegel, di Francoforte sul Meno, rimasto ucciso, è detto:
«Tu non hai cuore e nervi. Nella guerra essi non ti occorrono. Distruggi in te la pietà e la misericordia. Uccidi ogni russo, ogni sovietico. Non arrestarti se davanti a te vi è un vecchio o una donna, una fanciulla o un ragazzo. Uccidi! Così tu ti salverai dalla morte, assicurerai l'avvenire della tua famiglia e ti coprirai di gloria eterna».
Eccovi il programma e le direttive dei caporioni del partito hitleriano e del comando hitleriano, programma e direttive di uomini che hanno perso l'aspetto umano e sono caduti al livello delle belve feroci.
E questa gente priva di coscienza e di onore, gente con una morale animalesca, ha la sfacciataggine di fare appello all'annientamento della grande nazione russa, la nazione di Plekhanov e di Lenin, di Belinski e di Cerniscevski, di Pusckin e di Tolstoi, di Glinka e di Ciaikovski, di Gorki e Cekhov, Siecenov e Pavlov, Repin e Surikov, Suvorov e Kutusov! ...
Gli invasori tedeschi vogliono una guerra di sterminio contro i popoli dell'Unione Sovietica. Ebbene, se i tedeschi vogliono una guerra di sterminio, l'avranno. (Applausi fragorosi e prolungati).
D'ora innanzi il nostro compito, il compito dei popoli dell'Unione Sovietica, il compito dei combattenti, comandanti e dirigenti politici del nostro esercito e della nostra marina consisterà nello sterminare fino all'ultimo tutti i tedeschi penetrati sul territorio della nostra Patria come invasori. (Fragorosi applausi. Grida: «È giusto! Urrà! »).
Nessuna grazia agli invasori tedeschi!
Morte agli invasori tedeschi! (Applausi fragorosi).

LA DISFATTA DEGLI IMPERIALISTI
TEDESCHI E DELLE LORO ARMATE
È INEVITABILE
Già il solo fatto che i conquistatori tedeschi, nella loro degradazione morale, hanno perduto l'aspetto umano e sono già da molto tempo caduti al livello di belve feroci, questa sola circostanza dice che essi si sono condannati a una morte inevitabile.
Ma la morte inevitabile degli invasori hitleriani e delle loro armate è determinata non solo dai fattori morali.
Esistono ancora tre fattori fondamentali la cui forza aumenta di giorno in giorno e che devono portare, in un non lontano avvenire, all'inevitabile disfatta del brigantesco imperialismo hitleriano. (Applausi).
È, in primo luogo, la fragilità delle retrovie europee della Germania imperialistica, la fragilità del «nuovo ordine» in Europa. I conquistatori tedeschi hanno asservito i popoli del continente europeo, dalla Francia alle regioni baltiche sovietiche, dalla Norvegia, Danimarca, Belgio, Olanda e Bielorussia sovietica ai Balcani e all'Ucraina sovietica; li hanno privati delle elementari libertà democratiche, li hanno privati del diritto di disporre delle proprie sorti, hanno tolto loro il pane, la carne, le materie prime e li hanno trasformati in loro schiavi. Hanno crocifisso i polacchi, i cechi, i serbi ed hanno deciso che, avendo ottenuto il dominio in Europa, essi possono ora edificare su questa base il dominio mondiale della Germania. Questo è da essi chiamato «nuovo ordine in Europa». Ma che cosa è questa «base», che cosa è questo «nuovo ordine» ? Solo gli sciocchi hitleriani, innamorati di sé stessi, non vedono che il «nuovo ordine» in Europa e la famigerata «base» di questo ordine costituiscono un vulcano, pronto a fare eruzione da un momento all'altro e a seppellire il castello di carta imperialistico tedesco. Si richiamano a Napoleone affermando che Hitler agisce come Napoleone e che egli assomiglia in tutto a Napoleone. Ma, anzitutto, non si dovrebbe dimenticare in questo caso la sorte di Napoleone e, in secondo luogo, Hitler assomiglia a Napoleone come un gattuccio assomiglia a un leone (ilarità, applausi fragorosi), perché Napoleone lottava contro le forze della reazione appoggiandosi sulle forze progressive; mentre Hitler, al contrario, si appoggia sulle forze reazionarie e lotta contro le forze progressive. Soltanto gli sciocchi hitleriani di Berlino non riescono a comprendere che i popoli asserviti d'Europa lotteranno e insorgeranno contro la tirannide hitleriana. Chi può dubitare che l'Unione Sovietica, la Gran Bretagna e gli Stati Uniti d'America, presteranno un completo appoggio ai popoli dell'Europa, nella loro lotta di liberazione contro la tirannide hitleriana? (Applausi).
È, in secondo luogo, la fragilità delle retrovie tedesche dei conquistatori hitleriani. Fino a quando gli hitleriani si occupavano di ricomporre la Germania, smembrata in virtù del trattato di Versailles, essi potevano avere l'appoggio del popolo tedesco animato dall'ideale della ricostituzione della Germania. Ma dopo che questo compito fu risolto e gli hitleriani si misero sulla via dell'imperialismo, sulla via della conquista delle terre altrui e dell'assoggettamento di altri popoli, facendo dei popoli d'Europa e dei popoli dell'Unione Sovietica dei nemici giurati della Germania attuale, nel popolo tedesco è avvenuto un profondo cambiamento contro la continuazione della guerra, per la fine della guerra. Più di due anni di guerra sanguinosa la cui fine non si vede ancora, milioni di vittime umane, la fame, l'immiserimento, le epidemie, l'atmosfera ostile che circonda i tedeschi, la stolta politica di Hitler che ha fatto dei popoli dell'Unione Sovietica dei nemici giurati della Germania attuale, — tutto questo non poteva non volgere il popolo tedesco contro la guerra inutile e rovinosa. Soltanto gli sciocchi hitleriani non riescono a comprendere che non solo le retrovie europee, ma anche le retrovie tedesche delle truppe tedesche, costituiscono un vulcano, pronto ad entrare in eruzione ed a seppellire gli avventurieri hitleriani.
È, infine, la coalizione dell'Unione Sovietica, della Gran Bretagna e degli Stati Uniti d'America contro gli imperialisti fascisti tedeschi. È un fatto che la Gran Bretagna, gli Stati Uniti e l'Unione Sovietica si sono uniti in un unico campo che si è dato il compito di sconfiggere gli imperialisti hitleriani e le loro armate conquistatrici. La guerra odierna è una guerra di motori. La guerra sarà vinta da chi avrà una superiorità schiacciante nella produzione di motori. Se si unisce la produzione di motori degli Stati Uniti, della Gran Bretagna e dell'Unione Sovietica, si avrà una superiorità in motori almeno tripla rispetto alla Germania. Questa è una delle basi della fine inevitabile del brigantesco imperialismo hitleriano.
La recente conferenza delle tre potenze a Mosca, con la partecipazione del signor Baeverbrook, rappresentante della Gran Bretagna, e del signor Harriman, rappresentante degli Stati Uniti, ha deliberato di aiutare sistematicamente il nostro paese con carri armati ed aeroplani. Come è noto, abbiamo già cominciato a ricevere, in base a questa decisione, carri armati ed aeroplani. Ancor prima, la Gran Bretagna aveva provveduto a fornire al nostro paese materiali deficitari, come l'alluminio, il pombo, lo stagno, il nichel, il caucciù. Se a ciò si aggiunge che in questi giorni gli Stati Uniti d'America hanno deciso di accordare all'Unione Sovietica un prestito di un miliardo di dollari, si può dire con sicurezza che la coalizione degli Stati Uniti d'America, della Gran Bretagna e dell'Unione Sovietica è una realtà (applausi fragorosi), che si sviluppa e si svilupperà, per il bene della nostra comune causa liberatrice.
Tali sono i fattori che determinano la fine inevitabile dell'imperialismo fascista tedesco.
I NOSTRI COMPITI
Lenin distingueva due generi di guerre: guerre di conquista, e quindi ingiuste, e guerre di liberazione, giuste.
I tedeschi conducono ora una guerra di conquista, ingiusta, che mira all'accaparramento di territori altrui e al soggiogamento di altri popoli. Perciò tutti gli uomini onesti debbono insorgere contro gli invasori tedeschi come contro a nemici.
L'Unione Sovietica ed i suoi alleati, a differenza della Germania hitleriana, conducono una guerra di liberazione, giusta, che mira a liberare i popoli dell'Europa e dell'Unione Sovietica oppressi dalla tirannide hitleriana. Perciò tutti gli uomini onesti debbono appoggiare gli eserciti dell'Unione Sovietica, della Gran Bretagna e degli altri alleati, quali eserciti liberatori.
Noi non abbiamo e non possiamo avere nella guerra degli scopi quali la conquista di territori altrui, il soggiogamento di altri popoli, sia di popoli e territori dell'Europa, sia di popoli e di territori dell'Asia, compreso l'Iran. Il nostro primo obiettivo consiste nel liberare i nostri territori e i nostri popoli dal giogo dei fascisti tedeschi.
Noi non abbiamo e non possiamo avere nella guerra degli scopi quali l'imposizione della nostra volontà e del nostro regime ai popoli slavi ed agli altri popoli asserviti dell'Europa, che attendono da noi un aiuto. Il nostro scopo è di aiutare questi popoli nella loro lotta liberatrice contro la tirannide hitleriana e poi lasciare ad essi di sistemarsi in piena libertà sulla loro terra come lo desiderano. Nessuna ingerenza negli affari interni degli altri popoli!
Ma per raggiungere questi scopi bisogna spezzare la potenza militare degli invasori tedeschi, bisogna sterminare fino all'ultimo tutti gli invasori tedeschi, penetrati nella nostra Patria per asservirla. (Applausi fragorosi e prolungati).
Ma per questo occorre che il nostro esercito e la nostra flotta siano attivamente ed efficacemente appoggiati da parte di tutto il nostro paese, che i nostri operai e impiegati, uomini e donne lavorino nelle officine senza riposo e forniscano al fronte un numero sempre maggiore di carri armati, di fucili e cannoni anticarro, di aeroplani, di cannoni, di mortai, di mitragliatrici, di fucili, di munizioni, che i nostri colcosiani, uomini e donne, lavorino sui loro campi senza riposo e forniscano al fronte e al paese una quantità sempre maggiore di grano, di carne, di materie prime per l'industria, che tutto il nostro paese e tutti i popoli dell'Unione Sovietica si organizzino in un unico campo di combattimento per condurre assieme al nostro esercito e alla nostra marina la grande guerra di liberazione, per l'onore e la libertà della nostra Patria, per la disfatta delle armate tedesche. (Applausi fragorosi).
Questo è il compito attuale.
Noi possiamo e dobbiamo assolvere questo compito.
Soltanto dopo aver assolto questo compito e disfatto gli invasori tedeschi, potremo ottenere una pace duratura e giusta.
Per la completa disfatta dei conquistatori tedeschi! (Applausi fragorosi).
Per la liberazione di tutti i popoli oppressi che gemono sotto il giogo della tirannide hitleriana! (App1ausi fragorosi). Evviva l'indissolubile amicizia dei popoli dell'Unione Sovietica! (Applausi fragorosi).
Evviva il nostro Esercito rosso e la nostra Marina rossa (Applausi fragorosi. Evviva la nostra gloriosa Patria! (Applausi fragorosi).
La nostra causa è giusta, la vittoria sarà nostra! (Applausi fragorosi. Tutti i presenti si levano in piedi. Si grida: — «Al grande Stalin, urrà!», «Evviva il compagno Stalin!» — Lunga entusiastica ovazione. L'assemblea intona l'«Internazionale»).

 

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